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Un mixtape della casa

Route 66 — La Strada Madre

12 brani  ·  circa 46 min  ·  1966 – 2019
Dedica
«A chi, prima o poi, deve mettersi in viaggio.»
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Dietro ogni canzone, una storia — senza registrazione, senza algoritmi
L'introduzione

Route 66 — La Strada Madre

C'è una strada, in America, che è diventata un mito prima ancora che la cantassero: la Route 66. Da Chicago a Santa Monica attraversava otto Stati e quasi quattromila chilometri di pianure, deserti e cittadine con l'insegna al neon. La chiamavano «the Mother Road», la Strada Madre: la battezzò così John Steinbeck, in «Furore».

Questa versione del viaggio si percorre ballando. Dodici canzoni dal 1966 al 2019, una per ogni ritmo che l'America ha inventato per guidare: soul, funk, proto-punk, disco, synth-pop, hip-hop, elettropop, indie, country-trap. La strada non è più solo rock da cruscotto: è una pista da ballo lunga quattromila chilometri.

Si parte con la Mustang di Wilson Pickett e si arriva al cavallo digitale di Lil Nas X; a metà strada la vecchia «Route 66» torna trasformata dai sintetizzatori dei Depeche Mode. Cambia il decennio, cambia il suono, ma la regola è una sola: se si guida, si balla.

Mettiamole in fila — si parte con una Mustang che corre troppo.
musicachepensa.itL'introduzione
La scaletta

L'America on the road, dal soul al country-trap (1966–2019)

01
Mustang Sally
Wilson Pickett
3:07
02
Nutbush City Limits
Ike & Tina Turner
2:57
03
Low Rider
War
3:10
04
Roadrunner
The Modern Lovers
4:04
05
Pull Up to the Bumper
Grace Jones
4:41
06
Little Red Corvette
Prince
3:08
07
Freeway of Love
Aretha Franklin
5:52
08
Route 66
Depeche Mode
4:11
09
Ride wit Me
Nelly
4:50
10
Shut Up and Drive
Rihanna
3:33
11
Keep the Car Running
Arcade Fire
3:29
12
Old Town Road
Lil Nas X
2:38
12 branidurata totale · circa 46 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Mustang Sally

Wilson Pickett
Copertina di Mustang Sally
The Wicked Pickett · 1966
The Wicked Pickett · 1966 · Muscle Shoals, USA · anni '60 · soul

La scrisse Sir Mack Rice nel 1965, ma è la versione di Wilson Pickett — incisa l'anno dopo ai Fame Studios di Muscle Shoals, Alabama — a farne un classico del soul. La storia sta tutta nel titolo: lui le ha regalato una Ford Mustang, e adesso Sally non vuole fare altro che scorrazzare per la città («ride, Sally, ride»), lasciandolo a piedi.

Il groove è una marcia lenta e inesorabile, fatto per la pista quanto per il sedile. Venticinque anni dopo, «The Commitments» l'avrebbe fatta ballare a un'altra generazione. Qui apre il viaggio: la strada, prima ancora che libertà, è desiderio.

Da qui puoi proseguire verso
Dalla Mustang che corre troppo ai confini di Nutbush: Ike & Tina Turner (brano 02) attraversano a tutta velocità il paesino di lei.
musicachepensa.itBrano 01 · Mustang Sally
Brano 02

Nutbush City Limits

Ike & Tina Turner
Copertina di Nutbush City Limits
Nutbush City Limits · 1973
Nutbush City Limits · 1973 · Nutbush, USA · anni '70 · funk-rock

Il più grande successo che Tina Turner scrisse di suo pugno: il ritratto in due minuti e mezzo di Nutbush, il paesino rurale del Tennessee dove era cresciuta — «church house, gin house, schoolhouse, outhouse» — un cartello di limite urbano che è anche il confine di una vita da cui scappare.

Funk-rock ruvidissimo, riff distorto e un assolo di sintetizzatore futuristico per il 1973: fu uno degli ultimi grandi successi della coppia prima della separazione. E in Australia è diventata, decenni dopo, un ballo di gruppo nazionale: la «Nutbush» si balla ancora in fila, come una linea di confine.

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Dal Tennessee rurale ai boulevard di Los Angeles: i War (brano 03) guidano pianissimo, ma il groove corre.
musicachepensa.itBrano 02 · Nutbush City Limits
Brano 03

Low Rider

War
Copertina di Low Rider
Why Can't We Be Friends? · 1975
Why Can't We Be Friends? · 1975 · Long Beach, USA · anni '70 · funk

Il lowrider è l'auto ribassata, cromata e lucidata a specchio che sfila lentissima per i boulevard: il simbolo della cultura chicana di Los Angeles. I War — band multietnica di Long Beach — le dedicano l'inno definitivo: basso ipnotico, campanaccio, e il riff di sax e la voce di Charles Miller.

«Take a little trip with me»: l'invito è a salire, ma soprattutto a rallentare. Numero uno nella classifica R&B nel 1975, è il brano che ribalta la regola del viaggio americano: qui non si corre verso la libertà — la libertà è andare piano, farsi vedere, appartenere.

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Dal lowrider che sfila al ragazzo che sfreccia oltre Boston con la radio accesa: i Modern Lovers (brano 04).
musicachepensa.itBrano 03 · Low Rider
Brano 04

Roadrunner

The Modern Lovers
Copertina di Roadrunner
The Modern Lovers · 1976
The Modern Lovers · 1976 · Boston, USA · anni '70 · proto-punk

Due accordi presi in prestito dalla «Sister Ray» dei Velvet Underground e una dichiarazione d'amore per la Route 128, la circonvallazione di Boston: Jonathan Richman la incise nel 1972 con i Modern Lovers, produceva John Cale, ma il disco rimase in un cassetto fino al 1976.

«I'm in love with rock'n'roll and I'll be out all night»: guidare di notte, da soli, con la radio accesa e il negozio Stop & Shop che sfila fuori dal finestrino. È considerata una delle canzoni fondative del punk — la rifecero anche i Sex Pistols — eppure non c'è rabbia: solo l'euforia di avere una macchina, una strada e una stazione radio.

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Dalla radio notturna al parcheggio più famoso della disco: Grace Jones (brano 05) ordina di accostare.
musicachepensa.itBrano 04 · Roadrunner
Brano 05

Pull Up to the Bumper

Grace Jones
Copertina di Pull Up to the Bumper
Nightclubbing · 1981
Nightclubbing · 1981 · Nassau, Bahamas · anni '80 · disco / funk

Registrata ai Compass Point Studios di Nassau con la sezione ritmica di Sly & Robbie, da «Nightclubbing» (1981): un funk liquido e notturno su cui Grace Jones più che cantare, comanda. L'invito a «accostare al paraurti» con quella «lunga limousine nera» è il doppio senso meno nascosto della storia della disco.

Il parcheggio come pista da ballo: qui l'automobile smette del tutto di essere mezzo di trasporto e diventa corpo, desiderio, teatro. Un successo dei club di New York che da quarant'anni non è mai davvero uscito di rotazione.

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Da un paraurti all'altro: Prince (brano 06) e la Corvette rossa più chiacchierata del pop.
musicachepensa.itBrano 05 · Pull Up to the Bumper
Brano 06

Little Red Corvette

Prince
Copertina di Little Red Corvette
1999 · 1982
1999 · 1982 · Minneapolis, USA · anni '80 · pop / funk

Si racconta che Prince l'abbia abbozzata appisolandosi sul sedile della Mercury rosa della tastierista Lisa Coleman: al risveglio, la Corvette rossa era già una canzone. Uscì su «1999» nel 1982 e l'anno dopo diventò il suo primo singolo nella top 10 americana.

L'automobile come metafora amorosa non era una novità — ma nessuno l'aveva mai guidata così: pop, funk e rock nello stesso telaio, con l'assolo di chitarra di Dez Dickerson a fare da sorpasso. La Corvette più famosa della musica non è mai esistita: è solo andata veloce.

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Dalla Corvette alla Cadillac rosa: Aretha Franklin (brano 07) imbocca l'autostrada dell'amore.
musicachepensa.itBrano 06 · Little Red Corvette
Brano 07

Freeway of Love

Aretha Franklin
Copertina di Freeway of Love
Who's Zoomin' Who? · 1985
Who's Zoomin' Who? · 1985 · Detroit, USA · anni '80 · soul / pop

Il grande ritorno di Aretha negli anni '80: prodotta da Narada Michael Walden per «Who's Zoomin' Who?» (1985), con l'assolo di sax di Clarence Clemons, il gigante della E Street Band. L'invito è salire su una Cadillac rosa e imboccare l'autostrada dell'amore.

Dance-soul scintillante che le valse un Grammy e settimane in vetta alla classifica R&B. Il videoclip è girato a Detroit, la sua città e la città dell'automobile: la regina del soul che riparte proprio da dove le macchine nascono.

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Dalla regina del soul ai sintetizzatori dell'Essex: i Depeche Mode (brano 08) rifanno l'inno della Strada Madre.
musicachepensa.itBrano 07 · Freeway of Love
Brano 08

Route 66

Depeche Mode
Copertina di Route 66
Remixes 81>04 · 2004
Behind the Wheel (singolo) · 1987 · Basildon, Regno Unito · anni '80 · synth-pop

Bobby Troup la scrisse nel 1946 attraversando davvero il Paese in auto verso la California, e Nat King Cole ne fece l'inno della Strada Madre. Quarant'anni dopo i Depeche Mode la ripescano come lato B del singolo «Behind the Wheel»: la 66 rifatta a sintetizzatori e drum machine.

L'accoppiata non è casuale — «Behind the Wheel» era la loro canzone al volante, e nei remix americani le due vennero fuse in un'unica corsa elettronica. Il blues da autostrada guidato da quattro ragazzi dell'Essex: la prova che la Strada Madre non appartiene a nessuno.

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Dalla 66 elettronica al giro in macchina del nuovo millennio: Nelly (brano 09), finestrini giù.
musicachepensa.itBrano 08 · Route 66
Brano 09

Ride wit Me

Nelly
Copertina di Ride wit Me
Country Grammar · 2000
Country Grammar · 2001 · St. Louis, USA · anni '00 · hip-hop

St. Louis, la città dove la Route 66 attraversava il Mississippi: nel 2001 Nelly ne fa il quartier generale del nuovo hip-hop pop con «Ride wit Me», dal debutto «Country Grammar» — chitarra acustica, basso morbido e un coro («hey, must be the money!») che trasforma il giro in macchina in una festa collettiva.

Con City Spud dei St. Lunatics al featuring, è il momento in cui il rap diventa musica da autoradio per tutti. Il road trip non è più fuga né conquista: è esibizione, condivisione, weekend. Si guida col finestrino giù e il ritornello fa il resto.

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Dal rap che va a passeggio alla macchina-metafora di Rihanna (brano 10): zitto e guida.
musicachepensa.itBrano 09 · Ride wit Me
Brano 10

Shut Up and Drive

Rihanna
Copertina di Shut Up and Drive
Good Girl Gone Bad · 2007
Good Girl Gone Bad · 2007 · Bridgetown, Barbados · anni '00 · pop / elettropop

Costruita su un'interpolazione dichiarata di «Blue Monday» dei New Order, è la Rihanna più rock: da «Good Girl Gone Bad» (2007), un'auto «shiny and new» che è chiaramente una donna al volante della propria vita — «zitto e guida» è un ordine, non un invito.

Il catalogo automobilistico è completo: da zero a cento in tre secondi e mezzo, motore su misura, nessun autostop. Il vecchio trucco della macchina-metafora, per la prima volta, è lei a usarlo su di lui.

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Dal motore scintillante a quello che non si deve spegnere mai: Arcade Fire (brano 11).
musicachepensa.itBrano 10 · Shut Up and Drive
Brano 11

Keep the Car Running

Arcade Fire
Copertina di Keep the Car Running
Neon Bible · 2007
Neon Bible · 2007 · Montréal, Canada · anni '00 · indie-rock

Da «Neon Bible» (2007): mandolino, ghironda e una corsa d'ansia in crescendo — qualcosa sta arrivando, non si sa cosa né quando, e l'unica difesa è tenere il motore acceso. L'indie rock canadese degli Arcade Fire nel suo momento più trascinante.

Bruce Springsteen la amava al punto da suonarla in concerto: il testimone dell'America in macchina passato di mano, dal Boss a una band di Montréal. Qui la strada non è più libertà né festa — è via di fuga, e proprio per questo non si può smettere di ballare.

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Dal motore che non si spegne alla strada che diventa fenomeno planetario: Lil Nas X (brano 12) ci arriva a cavallo.
musicachepensa.itBrano 11 · Keep the Car Running
Brano 12

Old Town Road

Lil Nas X
Copertina di Old Town Road
7 · 2019
7 · 2019 · Atlanta, USA · anni '10 · country-trap

Un beat comprato online per una manciata di dollari, costruito su un campione dei Nine Inch Nails, e un ragazzo di Atlanta che ci canta sopra di cavalli e strade polverose: «Old Town Road» esce a fine 2018 e Billboard la esclude dalla classifica country perché «non abbastanza country». Il caso diventa planetario.

Il remix con Billy Ray Cyrus — quello del video ufficiale — la porta al numero uno per 19 settimane, record assoluto della classifica americana. La Strada Madre nel 2019 è così: un cavallo, un meme, un genere che non esisteva. E si balla, ovviamente.

Chiude il cerchio
Torna al brano 01. La Route 66 non esiste più dal 1985, dismessa e sostituita dalle interstatali; la Old Town Road non è mai esistita. Ma finché c'è un ritmo su cui guidare — o ballare — la Strada Madre è sempre lì. Buon viaggio.
musicachepensa.itBrano 12 · Old Town Road
Fine del mixtape

La musica non si ascolta soltanto. Si condivide.

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