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Un solco nella storia

The Cure

15 brani  ·  circa 63 min  ·  1979 – 2024
Dedica
«Per chi sa che si può essere malinconici e felici nella stessa canzone. Buon ascolto.»
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L'artista

Chi è The Cure

Nel 1979 quattro ragazzi di Crawley pubblicano «Boys Don't Cry», un singolo pop perfetto. Pochi immaginano che diventeranno i sacerdoti della malinconia, capaci di attraversare quarant'anni restando fedeli a se stessi e sempre diversi.

Questo solco ne ripercorre la parabola in quindici canzoni: dal post-punk degli esordi alla svolta gotica di «A Forest», dal buio di «Pornography» al pop giocoso de «The Lovecats», dal capolavoro «Disintegration» (tre brani) agli inni anni '90, fino al commovente ritorno del 2024.

La storia di Robert Smith e dei suoi: una band che ha fatto della tristezza una forma di bellezza, e del nero un colore pieno di sfumature.

Si parte dal 1979 — una canzone alla volta.
musicachepensa.itL'artista
La scaletta

Quarant'anni in nero, dal post-punk a oggi (1979–2024)

01
Boys Don't Cry
The Cure
2:35
02
A Forest
The Cure
5:54
03
Primary
The Cure
3:35
04
The Hanging Garden
The Cure
4:34
05
The Lovecats
The Cure
3:40
06
In Between Days
The Cure
2:57
07
Close to Me
The Cure
3:23
08
Just Like Heaven
The Cure
3:32
09
Lullaby
The Cure
4:08
10
Pictures of You
The Cure
7:28
11
Lovesong
The Cure
3:28
12
Friday I'm in Love
The Cure
3:35
13
Mint Car
The Cure
3:32
14
The End of the World
The Cure
3:43
15
Alone
The Cure
6:48
15 branidurata totale · circa 63 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Boys Don't Cry

The Cure
Copertina di Boys Don't Cry
Three Imaginary Boys · 1979
Three Imaginary Boys · 1979 · Crawley, Regno Unito · anni '70 · post-punk / new wave

È il 1979 e quattro ragazzi di Crawley pubblicano un singolo perfetto: chitarre nervose, melodia agrodolce e un titolo-manifesto. «Boys Don't Cry» è la facciata pop di una band che diventerà sinonimo di malinconia.

Due minuti e mezzo che già contengono il segreto dei Cure: tristezza e immediatezza nella stessa canzone. L'inizio di tutto.

Da qui puoi proseguire verso
Dal singolo-manifesto alla svolta gotica: A Forest (brano 02).
musicachepensa.itBrano 01 · Boys Don't Cry
Brano 02

A Forest

The Cure
Copertina di A Forest
Seventeen Seconds · 1980
Seventeen Seconds · 1980 · Crawley, UK · anni '80 · post-punk / goth

È il brano in cui i Cure smettono di essere una band di pop spigoloso e diventano i Cure che conosciamo. Un basso ipnotico, una chitarra annegata nel riverbero, e Robert Smith che si perde in un bosco inseguendo qualcosa che forse non c'è.

A Forest non racconta una storia, costruisce un'atmosfera in cui smarrirsi. È una delle porte d'ingresso del gothic rock: l'oscurità del post-punk che invece di farsi industriale si fa romantica, notturna, bellissima.

Da qui puoi proseguire verso
Dall'atmosfera gelida all'urgenza scarna di Primary (brano 03).
musicachepensa.itBrano 02 · A Forest
Brano 03

Primary

The Cure
Copertina di Primary
Faith · 1981
Faith · 1981 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · post-punk / goth

Da «Faith» (1981), l'album più cupo e spirituale del primo periodo. «Primary» è urgenza pura: due bassi al posto delle chitarre, ritmo che incalza, voce disperata.

Una chicca amata dai fan: i Cure più scarni e diretti, sull'orlo del precipizio. La tensione prima della catarsi di «Pornography».

Da qui puoi proseguire verso
Dalla tensione di Faith al fondo dell'abisso: The Hanging Garden (brano 04).
musicachepensa.itBrano 03 · Primary
Brano 04

The Hanging Garden

The Cure
Copertina di The Hanging Garden
Pornography · 1982
Pornography · 1982 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · goth / post-punk

«Pornography» (1982) è il fondo dell'abisso: un disco di rabbia e disfacimento, registrato mentre la band stava per implodere. «The Hanging Garden» ne è il singolo, batteria tribale e muri di suono.

«It doesn't matter if we all die»: il punto più buio, e più potente. Toccato il fondo, i Cure potranno solo rinascere — e diventare pop.

Da qui puoi proseguire verso
Dal disco più buio alla luce inattesa: The Lovecats (brano 05).
musicachepensa.itBrano 04 · The Hanging Garden
Brano 05

The Lovecats

The Cure
Copertina di The Lovecats
Japanese Whispers · 1983
Japanese Whispers · 1983 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · pop / new wave

Dopo il buio, la luce più inattesa: «The Lovecats» (1983) è jazzy, saltellante, divertito. Robert Smith si scrolla di dosso il nero e gioca con contrabbasso e gattini.

La prova che i Cure non sono solo malinconia: sanno essere irresistibilmente pop. Un singolo che spiazzò tutti e aprì la fase più solare della band.

Da qui puoi proseguire verso
Dal pop giocoso al jangle-pop perfetto di In Between Days (brano 06).
musicachepensa.itBrano 05 · The Lovecats
Brano 06

In Between Days

The Cure
Copertina di In Between Days
The Head on the Door · 1985
The Head on the Door · 1985 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · new wave / pop

«The Head on the Door» (1985) è il disco dell'equilibrio perfetto tra luce e ombra. «In Between Days» ne è l'apertura: chitarre scintillanti, ritmo che corre, malinconia che balla.

Jangle-pop perfetto, un'eredità che arriverà fino agli anni 2000. I Cure scoprono di poter essere tristi e radiosi insieme.

Da qui puoi proseguire verso
Dallo stesso album, il pop ansioso e ballabile di Close to Me (brano 07).
musicachepensa.itBrano 06 · In Between Days
Brano 07

Close to Me

The Cure
Copertina di Close to Me
The Head on the Door · 1985
The Head on the Door · 1985 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · new wave / pop

Dallo stesso album, «Close to Me» è pop da camera: fiati, schiocchi di dita, claustrofobia che diventa ballabile. Il video nell'armadio sull'orlo della scogliera è entrato nella storia di MTV.

Leggera e ansiosa insieme, è una delle loro canzoni più amate. La formula Cure al suo apice di accessibilità.

Da qui puoi proseguire verso
Dalla formula pop al capolavoro romantico: Just Like Heaven (brano 08).
musicachepensa.itBrano 07 · Close to Me
Brano 08

Just Like Heaven

The Cure
Copertina di Just Like Heaven
Kiss Me Kiss Me Kiss Me · 1987
Kiss Me Kiss Me Kiss Me · 1987 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · new wave / pop

Da «Kiss Me Kiss Me Kiss Me» (1987), il loro capolavoro pop: «Just Like Heaven» è euforia romantica, una delle più belle canzoni d'amore di sempre. Il riff iniziale è pura gioia.

Robert Smith la definì la sua preferita. Reinterpretata all'infinito, resta inarrivabile nell'originale: i Cure che toccano il cielo, sorridendo.

Da qui puoi proseguire verso
Dall'euforia all'inizio del capolavoro Disintegration: Lullaby (brano 09).
musicachepensa.itBrano 08 · Just Like Heaven
Brano 09

Lullaby

The Cure
Copertina di Lullaby
Disintegration · 1989
Disintegration · 1989 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · goth / new wave

Comincia il capolavoro «Disintegration» (1989). «Lullaby» è una ninna nanna da incubo: archi striscianti, voce sussurrata, il ragno che viene a mangiarti. Inquietante e bellissima.

Il loro singolo di maggior successo in patria. La dimostrazione che si può scalare le classifiche con una canzone che fa venire i brividi.

Da qui puoi proseguire verso
Dalla ninna nanna inquietante alla nostalgia immensa di Pictures of You (brano 10).
musicachepensa.itBrano 09 · Lullaby
Brano 10

Pictures of You

The Cure
Copertina di Pictures of You
Disintegration · 1989
Disintegration · 1989 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · new wave / goth

Ancora da «Disintegration», sette minuti di rimpianto cristallino. «Pictures of You» è nostalgia fatta suono: tappeti di chitarre, una malinconia che avvolge come nebbia.

Forse la più amata in assoluto dai fan. Il momento in cui i Cure trasformano il dolore in qualcosa di luminoso e immenso.

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Sempre da Disintegration, il dono d'amore: Lovesong (brano 11).
musicachepensa.itBrano 10 · Pictures of You
Brano 11

Lovesong

The Cure
Copertina di Lovesong
Disintegration · 1989
Disintegration · 1989 · Crawley, Regno Unito · anni '80 · new wave / pop

Sempre da «Disintegration», un regalo: Robert Smith la scrisse per Mary, la futura moglie, come dono di nozze. «Lovesong» è semplice, diretta, eterna: «whatever words I say, I will always love you».

Il loro più grande successo americano. Sotto il nero, il cuore più tenero del rock. Tre minuti che dicono tutto.

Da qui puoi proseguire verso
Dal cuore tenero all'inno gioioso: Friday I'm in Love (brano 12).
musicachepensa.itBrano 11 · Lovesong
Brano 12

Friday I'm in Love

The Cure
Copertina di Friday I'm in Love
Wish · 1992
Wish · 1992 · Crawley, Regno Unito · anni '90 · pop / new wave

Da «Wish» (1992), l'inno gioioso definitivo. «Friday I'm in Love» è puro buonumore: una settimana che corre verso il venerdì, accordi scintillanti, sorriso largo.

Smith la descrisse come quasi troppo allegra e «fuori personaggio» per i Cure. Per fortuna la pubblicò: è diventata la loro canzone più cantata in coro.

Da qui puoi proseguire verso
Dalla hit gioiosa alla chicca solare degli anni '90: Mint Car (brano 13).
musicachepensa.itBrano 12 · Friday I'm in Love
Brano 13

Mint Car

The Cure
Copertina di Mint Car
Wild Mood Swings · 1996
Wild Mood Swings · 1996 · Crawley, Regno Unito · anni '90 · pop / new wave

Da «Wild Mood Swings» (1996), una chicca solare che pochi conoscono e tutti dovrebbero. «Mint Car» è gioia jangle-pop, cugina luminosa di «Friday I'm in Love».

I Cure di metà anni '90, spesso sottovalutati, qui sfornano un piccolo gioiello pop. La prova che la vena melodica non si era mai spenta.

Da qui puoi proseguire verso
Dal gioiello nascosto al ritorno melodico del 2004: The End of the World (brano 14).
musicachepensa.itBrano 13 · Mint Car
Brano 14

The End of the World

The Cure
Copertina di The End of the World
The Cure · 2004
The Cure · 2004 · Crawley, Regno Unito · anni '00 · new wave / pop

Dall'album omonimo del 2004, dal suono più rock. «The End of the World» è una canzone d'addio dal ritornello irresistibile: «I couldn't ever love you more».

Il ritorno alla forma-canzone diretta, dopo anni di sperimentazioni. I Cure dimostrano di saper ancora scrivere un singolo perfetto.

Da qui puoi proseguire verso
Dal singolo perfetto al commovente ritorno del 2024: Alone (brano 15).
musicachepensa.itBrano 14 · The End of the World
Brano 15

Alone

The Cure
Copertina di Alone
Songs of a Lost World · 2024
Songs of a Lost World · 2024 · Crawley, Regno Unito · anni '20 · new wave / goth

Dopo sedici anni di silenzio, «Songs of a Lost World» (2024) riporta i Cure, e «Alone» ne è l'apertura commovente. Un lungo crescendo strumentale, poi la voce di Smith che canta la perdita e il tempo.

«This is the end of every song that we sing»: a quarant'anni dall'inizio, la band suona più maestosa e dolente che mai. Il cerchio, per ora, si chiude qui.

Chiude il cerchio
Quarant'anni in nero, da «Boys Don't Cry» (brano 01) ad «Alone»: la stessa malinconia, sempre più profonda. Il cerchio si chiude.
musicachepensa.itBrano 15 · Alone
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